sabato 24 settembre 2016

Advanced Readings in Dungeons & Dragons: Le fonti narrative del Gioco di Ruolo


Il 23 dicembre 2014 è terminata sul sito della TOR books l'interessantissima serie Advanced Readings in Dungeons & Dragons dove gli autori, Tim Callahan (esperto di comics) e Mordicai Knode (giochi) una volta a settimana si sono cimentati ad analizzare nei confronti di D&D le opere dei seguenti autori e autrici (e tre antologisti): 

Robert H. Howard, Poul Anderson, Sterling E. Lanier, Fritz Leiber, Edgar Rice Burroughs, Jack Vance, August Derleth, Roger Zelazny, L. Sprague de Camp, Fletcher Pratt, Gardner Fox, Andre Norton, Michael Moorcock, Jack Williamson, Lin Carter, John Bellaris, Fred Saberhagen, Frederic Brown, Stanley G. Weinbaum, Manly Wade Wellman, H. P. Lovecraft, A. Merritt, Lord Dunsany, Philip José Farmer, Margaret St. Clair, Andrew Offutt, Leigh Brackett, J.R.R. Tolkien.


Ma cosa hanno in comune gli illustri signori e le illustre signore qui sopra elencati (la maggior parte maestri indiscussi nel loro campo) con il primo e più longevo gioco di ruolo esistente ?

lunedì 5 settembre 2016

MINSTREL IN THE GALLERY dei JETHRO TULL - LA GRANDE RECENSIONE

MINSTREL IN THE GALLERY edizione dei quarant’anni.
LA GRANDE RECENSIONE.

di Donald McHeyre e Jacopo Muneratti





LA GRANDE introduzione

Personaggi (in ordine di apparizione)

Il Duca e la Duchessa di Derby 
Attori e Menestrelli
Palmer, The Butler

Qualche ospite ritardatario
Frate Donaldo da Aberdeen (imbucato e ubriaco)
Ser Giovanni Jacopone Galeacci (ubriaco e imbucato)

Scena:
Haddon Hall, Bakewell, Derbyshire.
Nella Grand Hall si prepara il ricevimento per il matrimonio del Duca.
Gli sposi presiedono la sala semi vuota.
Gli attori si preparano a rappresentare La Dodicesima Notte.
Improvvisamente alcuni musici accedono al loggione.
Il Butler si avvicina al Duca e alla Sua sposa.

Palmer The Butler:
"Mio Signore e Signora, ci siamo fortuitamente trovati davanti codesti... ehm... guitti, che provvederanno a fornirVi... ehm... buone melodie mentre Vi disponete per i Vostri piaceri del pràndio... quantunque nella deplorevole assenza dei Vostri ospiti. Dunque, mio Signore e Signora, per il Vostro intrattenimento..."

Sposi:
applausi mosci ...

(45 minuti dopo)

I musici hanno appena terminato di suonare.
Gli attori smontano gli apparati di scena.
Due figuri, Frate Donaldo e Ser Giovanni Jacopone, accasciati ad un tavolo ai margini della sala, commentano la rappresentazione appena terminata.

Frate Donaldo da Aberdeen:
Che ora abbiamo fatto? 
La luna incombe e voglia ancor ho di sollazzo.
Portatemi altro vino a mitigar la gola raschia 
e farmi dimenticar la sposa racchia.
E che suono soave e pieno di allegria
proveniva dai menestrelli nella galleria.

Ma che avete amico caro? Non siate mogio.
Ve lo leggo nella faccia,
che qualcosa c’è e vi abbacchia!

Ser Giovanni Jacopone Galeacci:
… i me ga roto i cojoni!


giovedì 25 agosto 2016

DOVE MI HAI PORTATO A CENA?

Per storia e tradizione (e clima) le genti della Gran Bretagna sono da secoli portate a chiudersi in luoghi affollati, pieni di fumo e di birra e di musica, chiamati pub, Public House. Ogni popolo possiede il suo ritrovo di aggregazione sociale con il suo specifico nome. Noi italiani avremmo le osterie ma a differenza degli inglesi e degli irlandesi questa cultura non siamo mai riusciti ad esportarla in tutto il mondo e credo che neanche ci abbiamo provato. Anzi si può dire che anche da noi le osterie siano un ricordo legato ai nostri nonni ormai sostituite a macchia d’olio dal "Bistrot" francese e dal  pub "alla irlandese" dove gestori (italiani) improvvisati servono guinnes spillata male (sul ritrovo sociale preferito dagli americani, proprio quello, diffuso in ogni angolo del pianeta, preferisco stenderci un velo pietoso).

domenica 3 luglio 2016

Speciale A Passion Play dei Jethro Tull - 3° parte - La Lepre che Perse gli Occhiali

Terza e ultima parte dello Speciale A Passion Play dei Jethro Tull

Come corollario ai due articoli dedicati all'album A Passion Play e sui Chateau d'Isaster Tapes, che trovate  QUI e QUO, qua leggerete una molto interessante analisi dei contenuti tematici del testo di "The Story Of The Hare Who Lost His Spectacles" fatta da Giampiero Frattali.










The Story Of The Hare Who Lost His Spectacles  è contenuta nell'album A Passion Play.
Scritta e narrata da Jeffrey Hammond con la "veloce" presentazione di John Evan e con accreditati alla composizione musicale, Anderson, Hammond e Evan.

Il "brano" è un intervallo comico che usa gli animali antropomorfizzati come nella tradizione favolistica   nella più estesa e drammatica rappresentazione dell'album.

Dal vivo, durante il tour del 1973 l'album "A Passion Play" veniva eseguito nella sua interezza filologica. Al momento dell'intervallo programmato come da scaletta dell'album, i componenti del gruppo si eclissavano e veniva proiettato questo "video clip" (portarsi in tour ballerini e coreografie sarebbe stato poco pratico)  per molti anni rimasto solo ed esclusivo beneficio del pubblico pagante in sala. Fu pubblicato per la prima volta a larga diffusione su un supporto all'uscita del DVD dei 25 anni.

Esiste anche un ancor più raro filmato di animazione realizzato nel 1989 con la tecnica della plastilina.
La composizione di Hammond e soci ha ispirato numerosi artisti e media compresi libri illustrati, come questo qui affianco.


Speciale A Passion Play dei Jethro Tull - 2° parte: 40 anni dopo.

Benvenuti nella seconda parte del lungo speciale dedicato all'album "A Passion Play" dei Jethro Tull, per la prima parte cliccate qui.

Per celebrare i suoi 40 anni l'album è uscito in un'edizione che ce lo consegna in tutto il suo splendore, come l'abbiamo sempre solo sognata e contenente anche le session francesi del 1972, ripulite e sistemate in un ordine di set list ufficiale. Il degno coronamento per questo immenso capolavoro doppio (doppio capolavoro doppio).

Per l'analisi tecnica e "tassonomica" dei brani contenuti nel cofanetto e alla loro wilsonizzazione, vi rimando alla parte scritta da Jacopo Muneratti (che troverete più giù).
Per una trattazione pre-cofanetto delle tracce dei famosi "Chateau d'Isaster Tapes" vi rimando al blog di Jacopo. 

La terza parte, dove Giampiero Frattali ci parla della "Storia della Lepre che Perse gli Occhiali" la trovate qui.

E' arrivato il momento di presentarvi questo stupendo libro di 80 pagine patinate e illustrate, che ha come accessorio 4 bei dischetti (2 CD in 2° di copertina, 2 DVD in 3° di copertina), contenenti alcune delle massime vette artistiche raggiunte dal rock britannico nella sua pluridecennale storia. 
E il tutto per appena 30 euretti scarsi.

Jethro Tull - A Passion Play - Uno Speciale Esteso.

A PASSION PLAY (APP), l'album che forse di più divide i fan dei Jethro Tull. Uno dei rari dischi del gruppo la cui copertina non mostra la facciona (fotografata o disegnata) di Ian Anderson. Uno dei capolavori del cosiddetto progressive e ancora oggi oggetto di esamine e dibattiti. 

Per celebrare i rigogliosi, travagliati e ormai superati, 40 anni (ormai 43) di questo splendido lavoro che trascende i generi, riesumo dall’archivio una serie di articoli scritti all'epoca del primo anniversario e qui per la prima volta riuniti per un unico speciale dedicato.

Nel primo articolo, questo che state leggendo, introduco l'album APP trattando del suo peculiare "concept" oltre a contestualizzarlo nell'epoca della sua uscita discografica nel 1973. 

Nel secondo articolo analizzo i contenuti del meraviglioso cofanetto "An Extended Performance" uscito nel 2013, per i suoi 40 anni e Jacopo Muneratti continua l'analisi tecnica delle tracce contenute nel cofanetto e i suoi pensieri sul grande lavoro di Steven Wilson. Nell'articolo troverete anche un link al blog di Jacopo per un articolo dove tratta le tracce delle famose session abortite del 1972 in Francia. 

Nel terzo articolo Giampiero Frattali ci parla dei "significati reconditi" contenuti nel testo di "The Story of the Here Who Lost His Spectacles" contenuto "al centro" dell'album "A Passion Play".

Buona lettura e buon ascolto con i Jethro Tull.

lunedì 27 giugno 2016

W. H. Hodgson, Il Marinaio dell'ignoto

A quasi 100 anni dalla sua scomparsa ricordiamo la vita e le opere di uno dei grandi Maestri del fantastico, William Hope Hodgson (Essex, 15 novembre 1877-Ypres, 17 o 19 aprile 1918). 
Marinaio, fotografo, atleta, scrittore, soldato e sognatore.

Hope fa parte di quella schiera di grandi autori fantastici che a cavallo tra il XIX e il XX secolo trasformarono la narrativa fantastica, fino a quel momento quasi tutta solo principalmente estetica o principalmente didattica, nella narrativa come la conosciamo oggi creando capolavori immortali e "moderni" punto di riferimento di ogni media che si cimenti con il fantastico, il meraviglioso, l'insolito e la fantascienza. Autori come Conan Doyle, Arthur Machen, Algernon Blackwood, Robert Chambers, Bram Stoker, M.R. James, M.P. Shiel, Max Beerbhom, W.B. Yeats, Edward Plunkett (solo per citarne alcuni). Tra questi William Hope Hodgson si ritagliò sin da subito lo spazio che merita nonostante la sua giovane età e la sua brevissima carriera e ancora oggi giustamente e continuamente ricordato e ristampato.
La sua stessa vita potrebbe essere soggetto di un film.